Il segreto del predicatore più influente al mondo

Il segreto del predicatore più influente al mondo

 

Joel Osteen combina le più avanzate tecniche psicologiche motivazionali con la Bibbia. I suoi sermoni sono tutti incentrati sulla motivazione, l’ottimismo e il successo di chi ha fede in Gesù Cristo. Questo ha portato al pastore americano una popolarità enorme. Ogni settimana raggiunge sette milioni di telespettatori in cento Paesi diversi contendendo il primato al papa cattolico. Come fa?
Il penultimo libro di Joel Osteen ha un titolo che farebbe sorridere un teologo tradizionalista. Every day a Friday. «Ogni giorno è venerdì». Sottotitolo: How to be happier 7 days a week. «Come essere felici 7 giorni la settimana». Nel libro precedente Joel Osteen è ancora più esplicito. Titolo: It’s your time. «È il tuo momento». Sottotitolo: Activate your faith, achieve your dreams and increase in God’s favor. «Attiva la tua fede, realizza i tuoi sogni e aumenta il favore di Dio».

Qualcuno obietterebbe subito: Ma qui si intende un Dio sempre pronto ad accontentarci! In effetti, Dio è sempre pronto a ricolmarci del suo favore. Ma questo non vuol dire come e quando desideriamo noi e non significa senza difficoltà. Lo stesso Dio che apre, anzi, ci spalanca delle porte (una di queste la state leggendo in questo momento) che mai noi potremmo aprire, è lo stesso Dio che le chiude per noi. Qui è il punto. Sempre per il nostro bene e per il nostro successo. Dio vede dietro gli angoli della nostra vita. Le nostre difficoltà non capitano a noi, ma per noi. Dio ci mette al riparo da scelte sbagliate, ci stimola a salire a un livello superiore togliendoci qualcosa di vecchio. Anzi, Osteen ci invita a non accontentarci dei “6” nella nostra vita. Dio vuole i “10” per noi. Ma questo richiede molta fede. Lo stesso Gesù lo dice: «Se aveste fede come questo granello di senape potreste dire a questa montagna levati e gettati nel mare e questa vi ascolterebbe» (Luca 17,6). E ancora: Tutto è possibile per chi crede (Marco 9,23). Non c’è nulla nella teologia della prosperità che sia in contrasto con le altre Chiese cristiane. Sono queste casomai che hanno perso di visto quest’aspetto importante della vita cristiana. Dio ci vuole vincenti. Dio vuole ricolmarci del suo favore. Dio si prende cura e lavora per il nostro successo ogni giorno. Ma noi glielo permettiamo? Il lagnarsi rende difficile quello che Dio vorrebbe donarci e che ha in serbo per noi. Crederlo impossibile, peggio, ingenuo, lo rende irrealizzabile. È come se il cieco nato avesse detto dentro di sé: «perché dovrebbe aiutarmi? Questo sarebbe troppo bello perché sia vero!»

Ecco, tanti pensano questo, ma non lo dicono. E non ottengono. Inoltre «Dio sa come renderci graditi agli altri. Possono essere stati contro di noi per anni, ma quando Dio cambia le cose, loro faranno di tutto per venirti incontro. Invece di ostacolarti ti aiuteranno. Dio non permetterà a nessuno da trattenerti dal tuo destino. Possono essere più grandi, più forti e più potenti, ma Dio sa come sistemare le cose e portarti dove dovresti essere».
Nel libro It’s your time, cioè «È il tuo momento» Joel Osteen parla delle parole di fede che attivano la benedizione di Dio sulla nostra vita. Osteen scrive: Molti non ottengono perché non osano neppure sperare. «Chiedete e non ottenete perché chiedete male» dice la Bibbia (Giacomo 4,3). Invece Dio desidera ricolmarci della sua benedizione e realizzare anche i nostri sogni che ci appaiono impossibili. Tutto questo è in linea con la Parola di Dio e con la dottrina cattolica, anche se Joel è il pastore di una chiesa evangelica. Il suo messaggio insiste su come Dio ci voglia vittoriosi. È vero, Gesù ha detto anche «Chi vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua» (Luca 9,23) ma questo non è in contrasto col fatto che Dio voglia il massimo per noi e voglia realizzare tutti i desideri del nostro cuore, anche oltre a ciò che osiamo sperare. Portare la croce non vuol dire avere una mentalità vittimistica o un atteggiamento depresso e non ha nulla a che fare con l’umiltà il non osare neppure fare presente al Signore i nostri sogni. Infatti, Gesù Cristo ha promesso: «Chiedete e vi sarà dato». (Luca 11,9).
«Lo Spirito soffia dove vuole» e non è certo limitato dal fatto che una persona sia cattolica o ortodossa o evangelica protestante! Non basta pensare alle parole di fede. Bisogna proprio dirle ad alta voce. Osteen predica, infiamma gli animi e nel capitolo che si intitola in originale Speaking Faith-Filled Words cioè «Pronunciare parole piene di fede», scrive:
«Le nostre parole possono benedire il nostro futuro oppure possono maledirlo. Talvolta ti sentirai giù. Ti senti oppresso dai problemi. Ma non insistere sul negativo. Invia le tue parole nella direzione che tu desideri che prendano! Non usare le tue parole per crogiolarti in una situazione negativa. Usale per cambiare la situazione. Lascia che le tue parole ti sollevino. Abbi il coraggio di fare delle dichiarazioni di fede che ti facciano progredire. “Sai? Questo sarà un grande giorno.

“Ho il favore di Dio. Lui dirige i miei passi. Qualsiasi cosa tocchi prospererà e avrà successo”. Quando dai voce alla tua fede, benedici il tuo futuro. Non è sufficiente pensare alla fede e alla speranza. Non basta solo crederci. Diamo vita alla nostra fede quando pronunciamo ad alta voce i nostri sogni. Le parole sono come semi. Piantali con attenzione per nutrire la tua fede, per innalzare la tua vita sempre più in alto. Quando Dio ascolta espressioni di speranza e di ottimismo dice agli Angeli: “Sentite cosa sta dicendo? Sta pronunciando parole di fede. Angeli, ho un compito per voi. Scendete e incominciate a girare quella situazione a suo favore».
La Scrittura dice che dobbiamo chiamare le cose che ancora non sono, come se già lo fossero. Puoi non sentirti bene, ma non devi insistere sui sentimenti negativi con le tue parole: “Mi fa male la schiena da anni. Sto diventando vecchio. Non penso che starò mai meglio”. Queste parole parlano di sconfitta nel tuo futuro. Girale a tuo favore. Riferisci di una vittoria: “Posso non sentirmi in forma, ma so che è solo un fatto temporaneo. Dio sta recuperando la mia salute. Sto diventando più forte, più giovane. I miei giorni migliori sono davanti a me”. Con queste parole di vittoria riceverai ciò che hai chiamato. Più parliamo del negativo, più negativi diventiamo. Se ti svegli la mattina sentendoti letargico, invece di lamentarti dovresti dichiarare: «Sono forte, sono pieno di energia. Dio sta rinnovando la mia forza. Posso fare ciò che devo oggi!» Non parlare di come ti senti quando sei giù. Parla di come vuoi essere.
La Scrittura dice: «Il redento dal Signore lo dica». Se vuoi salire di livello devi dirlo. Se vuoi superare un vizio devi dirlo. Se punti a un anno benedetto, se sei determinato a realizzare i tuoi sogni, allora dillo! Nulla accade se tu non lo dici. Nota che la Scrittura non dice: «Il redento del Signore lo pensi» o «Il redento del Signore lo creda». Certo, è importante pensare bene. È importante credere bene. Ma qualcosa di soprannaturale accade quando tu lo pronunci. Oppure: «Posso essere un po’ solo in questo momento, ma so che è solo un periodo passeggero. Dio sta portando qualcuno di grande nella mia vita. Il mio “qualcuno” perfetto sta arrivando. E un giorno saremo perfettamente felici!» Se speri di vedere il meglio di Dio per la tua vita pronuncia vittoria sulla tua vita. Se non esponi la tua visione con parole piene di fede, stai limitando ciò che Dio può fare.

Ogni giorno prima che tu esca di casa devi dire: «Padre, voglio ringraziarti per avere il tuo favore sulla mia vita oggi. Padre, grazie perché stai dirigendo i miei passi e stai facendo in modo che io sia nel posto giusto al momento giusto. Grazie perché il tuo favore mi sta portando opportunità, miglioramenti, benedicendomi affinché io possa essere una benedizione per qualcun altro». Il Salmo 90,2 dice: «Dì al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido”». La Scrittura prosegue e dice: Egli «ti proteggerà», «ti libererà», «ti coprirà». Nota il collegamento: «Io dirò» e «Egli farà». Questo mi fa capire che se non diciamo del Signore, Egli non farà ciò che chiediamo di Lui. Trova le promesse nella Scrittura e dì del Signore. Prendi quella promessa e dì: «Dio, tu hai detto che mi vuoi in salute, hai detto che vuoi farmi prosperare. Così dico del Signore: “Tu sei Colui che mi guarisce, Tu sei Colui che provvede a me, Tu sei Colui che spiana la mia via, Tu sei il vendicatore, Tu sei la mia vittoria”». Perché la tua situazione non cambia? Dichiari il favore di Dio ogni giorno? Ti alzi tutte le mattine e dici: «Sono benedetto, cammino nella salute divina. Il favore di Dio mi sta aprendo nuove porte. Realizzerò il mio destino»? Puoi non essere benedetto in questo momento. Puoi avere problemi economici, la tua salute essere malferma, ma puoi pronunciare fede senza negare la realtà. Dio ha detto: «Che il debole dica “io sono forte”». Non ha detto «Che il debole parli della sua debolezza». Invece di dire: «Tutti sono benedetti tranne me. Non so perché gli altri hanno occasioni d’oro e io no» ti suggerisco di dichiarare a te stesso: «Sono benedetto, prospero, ho il favore di Dio, sono in buona salute, sono libero». Fai un accordo con Dio. L’altra voce può essere più forte, ma puoi coprirla. Puoi portar via il suo potere semplicemente scegliendo la voce della fede. Non parlare dei tuoi problemi; parla ai tuoi problemi.
Nella Scrittura, Zorobabele [nel libro di Esdra] un discendente del re Davide e governatore di Giuda, incontrò una grande difficoltà. Gli fu ordinato di ricostruire il tempio sul Monte Moriah dove il leggendario tempio di Salomone era stato distrutto settanta anni prima. Il compito sembrava impossibile a causa dell’opposizione dei residenti locali. Ma Zorobabele non si scoraggia. Invece sceglie di affrontare il suo compito e dice: «Chi siete grandi montagne che state contro di me? Diventerete piane, delle semplici collinette e io finirò il tempio gridando “Grazia! Grazia!” ad esso». Fai un accordo con Dio. Dì ciò che Dio dice di te. Pronunciare le sue parole è una delle cose più potenti che tu possa fare. Ricorda, non basta pensarle. Non basta crederle. Dai vita alla tua fede. Dichiarala.
In un altro punto del libro Joel ricorda che Gesù disse: «Sia fatto secondo la tua fede» (Matteo 8,13). Ciò significa che se preghi per cose piccole, riceverai cose piccole. Ma puoi imparare a pregare in modo grande e ad aspettarti cose grandi e a credere in modo grande. Dio farà grandi cose nella tua vita. La Scrittura dice nel Salmo 2,8: «Chiedi a Me e io ti darò le nazioni come tua eredità». Dio vuole che tu gli chieda cose grandi. Chiedigli per quei sogni segreti piantati nel tuo cuore. Chiedigli addirittura per ciò che non potrà mai avvenire nell’ambito naturale. Chiedigli di compiere le tue più alte speranze e sogni.
Un Dio troppo buono perché sia vero! Invece Cristo dice proprio «La tua fede ti ha salvata» (Luca 7,50) e «Donna davvero grande è la tua fede» (Matteo 15,28) a chi ha osato sperare e credere contro ogni aspettativa umana, contro ogni realismo umano che limita l’azione soprannaturale di Dio. Per l’evidenza non c’è bisogno di credere. È il messaggio della chiesa dell’ottimismo di Lakewood Church e della Teologia della prosperità.

Giorgio Nadali

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