Befana. Ovvero Perchta, divinità pagana

Befana. Ovvero Perchta, divinità pagana

La Befana (come Halloween) ha un origine pagana. Era la divinità chiamata Perchta (“la splendente”), la “Signora delle bestie” che controllava la natura nella cultura germanica pre-cristiana.

In Italia, la leggenda della Befana è quella legata alla festa sacra dell’Epifania. Cosa ha a che fare il paganesimo moderno con una festa cristiana? La Befana è una strega. Secondo il folklore, la notte prima della festa dell’Epifania, all’inizio di gennaio, la Befana vola sulla sua scopa e consegna doni. Come Babbo Natale, lascia caramelle, frutta o piccoli regali nelle calze dei bambini che sono stati buoni durante tutto l’anno. D’altra parte, se un bambino non è stato buono può aspettarsi di trovare un po’ di carbone lasciato dalla Befana. Da dove arriva la Befana? Come fa una vecchia strega pagana ad essere associata con la celebrazione dell’Epifania, parola che significa “manifestazione” di Dio al mondo? Molte delle storie sulla Befana coinvolgono una donna che è alla ricerca, ma non riesce a trovare il neonato Gesù.

Secondo Jacob Grimm (1882), Perchta veniva chiamata nel X Secolo Frau Berchta, uno spirito femminile vestito di bianco. Il culto di Perchta prevedeva il dono di cibo e bavande per Frau Percht nella speranza di ricevere favori e abbodanza e fu condannato in Baviera nel Thesaurus pauperum (1468) e da Thomas Ebendorfer von Haselbach nel De decem praeceptis (1439).

In alcune leggende cristiane, si dice che la Befana sia stata visitata dai tre Re Magi, o saggi, per trovare il bambino Gesù. Si dice i Magi che le abbiano chiesto informazioni per la direzione, ma la Befana non era sicura di come trovare il neonato. Tuttavia lei li invitò a trascorrere la notte nella sua casa disordinata. Quando i Magi partirono la mattina seguente, invitarono la Befana a unirsi a loro nella loro ricerca. La Befana declinò, dicendo che aveva troppo lavoro domestico da fare, ma poi cambiò idea. La Befana cercò di trovare i Magi e il bambino, ma non vi riuscì, così ora vola sulla sua scopa e consegna doni ai bambini. Forse sta ancora cercando il bambino Gesù. In altri racconti, La Befana è una donna che ha perso i figli a causa di una grande epidemia di peste, e lei segue i Magi a Betlemme. Prima di lasciare la sua casa, confeziona alcuni regali semplici – una bambola che apparteneva a uno dei suoi figli e una veste ricavata dal suo abito da sposa. Questi semplici doni sono tutto quello che poteva dare al bambino Gesù, ma non era in grado di trovarlo. Oggi, lei vola per consegnare doni ad altri bambini ancora nella speranza di trovare Il Bambino Gesù. Alcuni studiosi credono che la storia della Befana abbia in realtà origini pre-cristiane. La tradizione dello scambio dei doni può riguardare un’usanza dell’antica Roma che si svolgeva in pieno inverno, intorno al periodo dei Saturnalia.

La Befana può anche rappresentare il passaggio dell’anno vecchio, con l’immagine di una donna anziana, per essere sostituito da un nuovo anno. Oggi molti italiani, compresi coloro che seguono la pratica della Stregheria – la stregoneria italiana neo-pagana – celebrano la Befana. Nella cultura neolitica le case dei villaggi dell’Anatolia non avevano né finestre né porte. L’unico ingresso era attraverso l’ampio tetto orizzontale. Si entrava in casa da una scala, che poi veniva ritirata per difesa. La Befana arriva nelle case attraverso il camino, un gesto che nei miti di tutto il mondo è attribuito alle figure mitiche, come ad esempio, gli spiriti degli indiani del Nord America, e soprattutto gli Nitu Natmate, spiriti ancestrali dei melanesiani della Papua Nuova Guinea, come altre figure che portano regali durante le vacanze di Natale. Una volta stabilito il legame tra la figura della Befana e gli spiriti ancestrali, la Befana si presenta durante la festa come antenata mitica che torna ogni anno.

La sua funzione principale è quella di riaffermare il legame tra la famiglia e gli antenati attraverso uno scambio di doni. I bambini ricevono doni che simboleggiano le civiltà arcaiche dove loro erano considerati i rappresentanti degli antenati, ai quali erano destinate le offerte. A volte la Befana riceve offerte di cibo. Nella drammatizzazione popolare in Toscana e altrove, la Befana è una figura mascherata che guida il corteo dei postulanti e riceve offerte da famiglie che, in genere, ricevono da lei il dono della prosperità. La figura della Befana riesce ancora a mescolare Cristianesimo e paganesimo nella cultura popolare italiana. Nel Lazio i bambini ricevono i doni dalla Befana, non da Gesù Bambino, il protagonista della festa! Nella tradizione mitica la Befana arriva volando su una scopa, o anche su un asino. Questo testimonia la sua associazione con le piante e gli animali, che nell’antichità pagana avevano un valore sacro come rappresentanti delle divinità. Nella mitologia il ramo ospita lo spirito dell’antenato, ed è per questo che ha assunto la funzione magica del volo e potrebbe avere un ruolo di evocazione e di allontanamento dallo spirito.

I Magi portarono al Bambino Gesù tre cofanetti contenenti doni simbolici della regalità di Cristo: dei piccoli lingotti d’oro (potenza), i grani dell’incenso (usato in diverse religioni per simboleggiare la santità dei suoi fumi che salgono al cielo come le preghiere degli uomini) e… profeticamente l’olio della mirra (sacrificio) perché con la mirra si ungevano i defunti, Cristo compreso (Giovanni 19,39). Anche se è un dono un po’ particolare da fare ad un neonato!

Giorgio Nadali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.