Un corso di Miracoli

Un corso di Miracoli

“A Course in Miracles” appartiene all’area dei Nuovi Culti di matrice spiritistica/New Age. Nell’ottobre del 1965 Helen Schucman, docente associato di psicologia clinica alla Columbia University di New York, iniziò a ricevere messaggi attraverso il channelling, da un interlocutore che si sarebbe poi identificato come Gesù Cristo.

Nei dieci anni seguenti la voce ha dettato con voce inaudibile i tre volumi, 1188 pagine, del libro conosciuto come “A Course in Miracles” cioè “Un Corso di Miracoli”. Un testo dichiaratamente neo-gnostico popolare nel New Age, considerata quest’ultima dalla Chiesa Cattolica come neo-gnosticismo e quindi in contrasto con la sua dottrina. 2200 sono i gruppi gruppi nel mondo

Per capire la loro visione ricordo brevemente che con il termine “gnosticismo” si intende un movimento di pensiero, centrato sul concetto di conoscenza, che si sviluppò entro i confini dell’Impero Romano durante il secondo e il terzo secolo dopo Cristo. Con il termine “gnosi” si intende un insieme di tendenze universali di pensiero che trovano il loro denominatore comune nel concetto di conoscenza. Il manicheismo, il mandeismo, la cabbala possono essere considerate forme di gnosi. Se il termine “gnosticismo” riveste una connotazione storica precisa, il termine “gnosi” ne è invece privo. Nello gnosticismo cristiano il salvatore è Gesù Cristo, che porta agli uomini il messaggio divino. Egli è sceso in forma umana per non essere notato dai detentori del potere prima del tempo, ma non era veramente uomo, e quindi non ha preso su di sé la sofferenza e la morte. La questione se già la gnosi precristiana conoscesse la figura di un redentore non può essere risolta con certezza. Poiché il richiamo alla liberazione può essere trasmesso in vari modi, il mito gnostico è fondamentalmente aperto ad ammettere anche la figura di un salvatore: non necessariamente una figura celeste, poiché l’annuncio liberatore può verificarsi anche senza mediazione.

“Un corso nei miracoli è un sistema spirituale di autodidattica che insegna che la via per l’amore e la pace universale è quello di annullare il senso di colpa attraverso il perdono. Questo perdono è per gli altri come per se stessi. Il Corso crede che solo l’amore sia reale e che qualsiasi cosa di negativo sia un’illusione della propria mente, mondo compreso. Il mondo che vediamo è solo un frammento della propria immaginazione e rendersi conto di ciò conduce all’ultima verità: il Paradiso. Il Corso, in opposizione alla dottrina biblica, insegna che l’ego (non Dio) abbia creato il mondo. Il mondo che vediamo è illusorio e Dio non sa che esista. Il Corso mette l’accento sul fatto che non sia l’unica via da seguire, perché “alla fine, tutte conducono a Dio”

“A Course in Miracles” ha pubblicato in inglese un manuale per insegnanti, per aiutarli a migliorare l’apprendimento degli alunni. Inizia descrivendo le caratteristiche dell’insegnante di Dio: onestà, fiducia, tolleranza, gentilezza, gioia, arrendevolezza, generosità, pazienza, fede e mente aperta. Il manuale è scritto sotto forma di domande che uno studente potrebbe porre.

Ad esempio: Chi è un insegnante di Dio? La risposta è la seguente. Un insegnante di Dio è chiunque decida di esserlo. La sua qualifica consiste solo in questo. In qualche modo ha scelto di non seguire i propri interessi in contrasto con quelli di altri. Quando un alunno e un insegnante entrano in contatto inizia una relazione educativa. L’insegnante non è quello che realmente conduce l’educazione. La relazione è divina perché Dio ha promesso di mandare il suo Spirito in tutte le relazioni sante. Nella situazione di insegnamento-apprendimento, ognuno impara che dare e ricevere sono la stessa cosa… L’insegnante di Dio non usa livelli di apprendimento. Ogni lezione di apprendimento-insegnamento implica una diversa relazione al principio, nonostante il fine ultimo sia lo stesso. Fare della relazione una relazione santa in cui entrambi possano guardare al Figlio di Dio senza peccato. .. Chiunque è un insegnante? La tendenza del manuale è di sostenere che ognuno è un insegnante, ma la grande maggioranza consiste in “insegnanti” del curriculum di questo mondo, insegnanti dell’ego. Molto pochi sono gli insegnanti di Dio. Come insegnare? Con le nostre parole, azioni o pensieri? Secondo “A Course in Miracles” noi insegnamo con tutti e tre. Ma ciò che realmente costituisce l’insegnamento è il sistema di pensiero che sta dietro le nostre parole, azioni, e pensieri. Il manuale sostiene che il vero contenuto che si insegna è “ciò che pensi, ciò che sei e ciò che ritieni costituisca la relazione degli altri con te. Per questa ragione, le nostre parole divengono strumenti effettivi di insegnamento per Dio, quando sono sostenute dalla nostra vita, quando “diamo un esempio delle parole in noi”. Quando ci qualifichiamo come insegnanti di Dio? Il manuale riferisce la seguente idea: Diveniamo insegnanti di Dio quando siamo pronti ad insegnare realmente, con i nostri pensieri, parole, e azioni, il sistema di pensiero di Dio. In altre parole, diventiamo un insegnante di Dio quando abbiamo raggiunto un certo posto sulla scala spirituale. Gli insegnanti “generici” di Dio – tutti gli insegnanti di Dio – compresi coloro che insegnano percorsi diversi da “ A Course in Miracles” – raggiungono questo stadio quando sono in grado di fare una singola scelta deliberata in cui non vedono il loro interesse come separato dall’interesse di un’altra persona. Questa non è una scelta che la gente fa abitualmente.

Giorgio Nadali

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